Cessione del quinto e conteggi alterati, consumatori vincono ancora

All’estinzione anticipata di un prestito contro cessione del quinto dello stipendio i conteggi devono essere in ordine. Altrimenti la banca deve pagare le somme non rimborsate. Sono sempre di più i clienti che riescono a ottenere la restituzione delle cifre dovute in caso di errori nei calcoli delle spese di chiusura, anche senza dover arrivare in giudizio.

Cessione del quinto e chiusura anticipata. Se si decide di ripagare prima del tempo un finanziamento la banca o la finanziaria è tenuta a stornare dalla cifra complessiva da restituire alcune spese relative al periodo nel quale non si godrà del finanziamento, e cioè le commissioni bancarie, i costi di intermediazione e i premi assicurativi non maturati. Questo non sempre avviene e così i clienti si trovano spesso a pagare un conto più salato del dovuto.

 

L’ultima vittoria. Lo dimostra l’ennesimo episodio riportato dalla Casa del consumatore, associazione che ha ottenuto un nuovo successo nell’ambito dell’operazione “conteggi puliti”, iniziativa che prevede la verifica dei conteggi sulle chiusure delle cessioni del quinto e l’assistenza legale a chi decide di far valere i propri diritti. L’associato nel 2010 aveva deciso di estinguere prima del tempo un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio. Al momento della chiusura la banca non aveva detratto dalla somma da restituire le commissioni bancarie e di intermediazione né i premi assicurativi non maturati, per un ammontare complessivo di 1.500 euro. Questo “nonostante il contratto di finanziamento fosse stato estinto a meno di un terzo della sua durata, ossia allo scadere della 37a rata (sulle 120 originariamente previste)”, precisa l’associazione.

La procedura da seguire. Il consumatore, assistito dal legale della Casa del consumatore, ha innanzitutto presentato reclamo alla banca. Non avendo ottenuto una risposta positiva, ha presentato ricorso all’Abf (l’Arbitro Bancario e Finanziario della Banca d’Italia) ed è così riuscito a ottenere, ancora prima della decisione dell’Abf, la restituzione della somma che gli spettava.

Farsi valere. Le associazioni che difendono i diritti dei cittadini continuano a riportare casi di conteggi di estinzione non corretti relativi alle cessioni del quinto dello stipendio o della pensione. L’invito, in questi casi, è a far esaminare gratuitamente i propri conti presso le sedi più vicine. “Gli esperti, esaminata la documentazione, invieranno la loro valutazione gratuita sulla possibilità di contestare i conteggi della banca o della finanziaria ed ottenere così la riduzione del debito o la restituzione di quanto già indebitamente pagato, unitamente al preventivo, senza impegno, per essere assistiti nella gestione della vertenza con la finanziaria”, spiega la Casa del consumatore.

Fonte: Settore Finanza

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