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Estinzione anticipata: rimborso polizza assicurativa per cessioni e prestiti

Anche in tempo di crisi capita di riuscire ad estinguere anticipatamente un finanziamento. A volte, anzi spesso, l'estinzione è collegata all'erogazione di un nuovo finanziamento con il quale un finanziatore chiude un contratto pregresso e tiene per sè nuova liquidità.

Rimborso assicurazione non goduta

Estinguere un prestito personale prima della scadenza naturale è possibile versando il dovuto e pagando una penale di estinzione anticipata, fissata alla firma del contratto, che, per legge, non può superare l’1% del debito residuo. La penale serve a risarcire la banca (o la società finanziaria) dai mancati introiti che derivano dagli interessi sulle rate non ancora pagate. Tuttavia, non sempre estinguere il debito in anticipo è vantaggioso perché, come per i mutui, è il fattore temporale che fa la differenza.

Anche nel caso dei prestiti personali il piano di ammortamento seguito dalle banche (o società finanziarie) italiane è quello alla francese, secondo il quale si pagano prima gli interessi e poi si comincia a rendere il capitale ottenuto in prestito. Le prime rate sono composte da una parte preponderante di interessi e da una quota minima di capitale.

Man mano che si procede con il finanziamento la quota interessi scende e cresce quella relativa al capitale. Tale meccanismo suggerisce perciò che, qualora se ne abbia la possibilità, è vantaggioso estinguere il debito anticipatamente solo se ci si trova agli inizi del finanziamento, cioè quando il risparmio sugli interessi dovuti alla banca può essere consistente.

Inoltre, se in fase di stipula del contratto, si sottoscrive una polizza assicurativa Cpi (Credit protection insurance) e la si paga in un’unica soluzione, prima di estinguere il finanziamento, è bene verificare se è possibile ottenere il rimborso del premio non goduto.

E' al momento dell'estinzione anticipata che il consumatore si trova di fornte a contratti sottoscritti in precendenza che contengono clausole che prevedono che la polizza collegata al mutuo resti in vigore anche dopo l'estinzione anticipata del finanziamento.

Ebbene questa clausola è nulla e le somme versate a titolo di commissioni bancarie e finanziarie o a copertura di un premio assicurativo DEVONO ESSERE RIMBRSATE AL CLIENTE in misura parziale o proporzionale al periodo non goduto. Questi gli elementi fissati dai Collegi dell'ABF (Arbitro Bancario Finanziario) in materia di restituzione parziale delle spese sostenute al momento dell'accensione del mutuo in caso di estinzuione anticipata.

Riportiamo di seguito estratto di un interessante articolo di Marco Marinaro in "L'estinzione del mutuo fa rimborsare la polizza" (www.sole24ore.com).

"Si tratta di una questione che investe la trasparenza , sia nella fase dell'informativa precontrattuale, sia in quella contrattuale, non sempre rigorosa  e tale quindi da generare l'assunzione di obblighi in maniera non sufficientemente consapevole da parte del consumatore. Con riferimento alle spese sostenute al momento della sottoscrizione del finanziamento (un mutuo o un accessione del quinto dello stipendio o pensione) nel contratto spesso è poco chiara la qualificazione delle spese non ripetibile (up -fontr) rispetto a quelle che devono invece mutarsi a un meccanismo di maturazione progressiva e , come tali, suscettibili di restituzione parziale in caso di estinzione anticipata (recurring).Nel dettaglio, nel caso di esercizio della facoltà di adempimento anticipato , il consumatore ha diritto ad un'equa riduzione del costo complessiovo del credito. Su questa problematia si è formato un consolidato orientamento del ABF, che ha affermato il caratere ricognitivo delle norme in materia di rimborso degli oneri pagati anticipatamente e non espressamente riferiti a prestazioni che si esauriscono alla momento della stipulazione (si veda la decisione 2817/2013 del Collegio di Napoli). Pertanto, anche le somme versate a titolo di premio assicurativo per la stipulazione di polizze commesse al rischio del credito (solitamente mediante l'adesione a polizze collettive ove il rischio assicurato è costituito da decesso, infortunio, malattia, dalla soppravvenuta invalidità permanete da infortunio o malattia del soggetto finanziato o dalla sua soppravvenuta incapacità lavorativa) , oltre le commmissioni bancarie e finanziarie in mancanza di criteri di calcolo indicati nella documentazione contrattuale, devono essere restituite al cliente in misura proporzionale mente corrispondete alle quote riferibili al periodo non goduto, difettando diversi criteri contrattuali oggettivi e ragionevoli (tra le tante si vedano le pronunce 776/2012 del Collegio di Milano e 1169/2013 del Collegio di Roma).

Per quabnto attiene la polizza (credit protection inbsurance) si è anche ritenuto che la clausola che ne prevede la vigenza obbligatoria anche dopo l'estinzione anticipata (totale o parziale) del finanziamento sia nulla (ma la nullità riguarda solo la clausola, non l'intero contratto) perchè determina a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi previsti al contratto , violando la buona fede. Lo stretto nesso funzionale che lega il contratto di finanziamento alla copertura assicurativa (obbligatoria per legge nei casi di cessione del quinto) comporta che la parte del premio corrisponde al periodo non goduto di copertura del rischi sia indebita e debba essere restituita (si veda la decisione 449/2013 del Collegio di Roma).

D'altra parte, anche l'articolo 22 della legge 221/2012, sovente invocata nelle difese dalle banche e finanziarie, nell'imporre all'impresa assicurativa la restituzione della parte del premio non goduto e nel precisare i criteri cui si deve attenere nella liquidazione , non esclude la legittimazione dell'intermediario finanziario, quando ricorrono i presuppositi nè, in mancanza di criteri contrattualmente precisati, l'applicazione del rediduale criterio proporzionale (Collegio di Napoli) n. 2817/2013)"

COME PROCEDERE?

Nel caso di estinzione anticipata del prodotto finanziario o di surroga il consumatore ha il diritto di chiedere il recesso dal vecchio contratto di assicurazione ed il rimborso da parte del  premio assicurativo non gosuti versato anticipatamente al momento della stipula., inviando una richiesta con raccomandata con ricevuta di ritorno sia alla finanziaria che alla compagnia assicurativa, indicando la modalità di rimborso.

Inoltre, il Codice Civile (articolo 1899) e il Regolamento ISVAP n. 24 del 26/05/2010 prevede altresì la possibilità di inserire nella polizza, un nuovo beneficiario.

L'Istituto bancario (ovvero l'assicurazione) ha 45 gionri di tempo per dare una risposta. In caso di diniego da parte della compagnia è possibile procedere con una segnalazione all'ISVAP.

Ma se volete una consulenza mirata, la cui garanzia è l'ottenimento delle somme impropriamente non rimborsate, rivolgetevi al Consulente del Credito Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. chiamando al n. 0833/913338 - 333/1296357

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