Prestiti alle famiglie

famiglia picnic.600Prestiti alle famiglie: ad aprile 2016 +13% con un importo medio di oltre 8.500 euro

Ottima performance del numero di richieste di prestiti alle famiglie nel mese di aprile 2016, che nell'aggregato personali + finalizzati ha fatto segnare un +13,0% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. In termini assoluti si tratta del dato più elevato dal 2011, a conferma di un lungo trend positivo, dovuto soprattutto all’aumentata fiducia delle famiglie italiane e alla progressiva ripresa dei consumi, che prosegue ormai quasi ininterrottamente da ottobre del 2014.

L'indagine di CRIF ha inoltre evidenziato che alla consueta vivacità dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (tra cui auto, moto ed elettronica, ma anche prestiti vacanze e per spese mediche), in salita del 18,4% rispetto al medesimo periodo del 2015, si è finalmente irrobustita anche la domanda di prestiti personali, ultimamente caratterizzata da una “fastidiosa” prudenza, che il mese scorso ha ottenuto il miglior risultato dell’ultimo quadriennio con una crescita pari a 7,4%.

Decisamente in aumento anche gli importi delle domande di prestito: in relazione al dato cumulato dei primi quattro mesi del 2016, l’importo medio dei prestiti personali e finalizzati richiesti si è infatti attestato a 8.577 euro (12.553 i primi e 5.513 i secondi), in crescita del 5,5% rispetto a dodici mesi fa, seppur ancora lontano (-10,7%) dall’importo medio raggiunto nel 2008 quando la crisi non aveva ancora fatto sentire i suoi effetti.

Infine, prendendo in considerazione la durata dei finanziamenti, nei primi 4 mesi di quest'anno il 48,8% dei prestiti richiesti ha previsto piani di rimborso superiori ai tre anni, evidentemente nel tentativo di ridurre quanto più possibile il peso della rata mensile sul reddito disponibile. Analizzando invece la distribuzione dei prestiti per età dei richiedenti, sono state le classi centrali (45-54 anni e 35-44 anni), ad aver presentato il maggior numero di richieste, rispettivamente con il 25,4% e il 24,3% del totale.

Fonte: Facile.it

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  • Cosa succede se una persona sta pagando un mutuo casa e contemporaneamente non riesce ad onorare un altro debito? La casa può essere pignorata? Vediamolo insieme.

  • In caso di default dell’istituto di credito che succede a chi ha debiti, un conto in rosso o un deposito in attivo?

    Chi non desidererebbe liberarsi dal proprio mutuo in un solo istante, magari per una (seppur improbabile) rinuncia della banca o a seguito di una sentenza di condanna del giudice o grazie a una grossa vincita al totocalcio! «Sogni» dirà qualcuno, ricordando che la realtà è fatta di debiti che non se ne vanno neanche dopo la morte. In un periodo di forte incertezza economica, da cui neanche le banche vanno immuni (prova ne sono i numerosi decreti governativi degli ultimi anni volti al salvataggio degli istituti di credito), c’è chi si chiede cosa succederebbe in caso di default del creditore.

  • E' il momento del back to school anche per i mutui che prospettano saldi da record. Se il mese di agosto è passato alla storia come uno dei più euforici sul fronte dei tassi, anche settembre non è da meno. Il crollo degli indici Eurirs che fino alle scadenze di 20 anni sono scivolati sottozero ha un impatto decisivo: chi stipula un mutuo a tasso fisso con banche che adottano la formula 'Eurirs + spread' e non quella del tasso finito, si vedrà per la prima volta calcolare il Tan (Tasso annuo nominale) attraverso la sottrazione dell’indice Eurirs allo spread. Questa notizia riguarda da vicino i mutuatari, sia quelli che si chiedono se stipulare un prestito ipotecario, ma anche tutti coloro che ne stanno già rimborsando uno e fanno bene a chiedersi se sia il caso di migliorarlo attraverso la porta della surroga.

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