Pensioni, Contributi più cari nel 2016 per gli agricoli autonomi

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Il pagamento dei contributi dovrà avvenire rispettando le scadenze del 18 luglio, 16 settembre, 16 novembre del 2016 e del 16 gennaio del 2017.

Salgono i contributi per la previdenza obbligatoria versati dai coltivatori diretti, coloni, mezzadri ed imprenditori agricoli professionali. Quest'anno, per effetto della Legge Fornero, sono aumentate di altri 0,4 punti percentuali rispetto al 2015 portando le aliquote di finanziamento e di computo per la gestione al 23,2%. Nelle zone svantaggiate o montane il contributo da versare può arrivare sino al 21% in netto aumento rispetto allo scorso anno quando si poteva pagare il 19,5%.

Per l’anno 2016 le aliquote da applicare ai coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali comprensive del contributo addizionale del 2%, previsto dall’art.12, ultimo comma, della legge 2 agosto 1990, n. 233 sono le seguenti: 1) 23,2% (ridotta a 22,6% per i soggetti di età inferiore a 21 anni) per la generalità delle imprese; 22,3% (ridotta a 21,0% per i soggetti di età inferiore ai 21 anni) per le imprese ubicate in territori montani o in zone svantaggiate. Al fine dell’individuazione delle aree in argomento, nei confronti delle categorie dei coltivatori diretti, coloni, mezzadri ed imprenditori agricoli professionali, occorre fare riferimento all’art. 9 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 601, per i territori montani, e all’art. 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984, per le zone agricole svantaggiate.

A parte il discorso sulle aliquote, che entro il 2018, saranno allineate al 24% per tutti gli agricoli autonomi a prescindere dall'ubicazione, resta inalterato il sistema di calcolo dei contributi I.V.S. Questo si basa sulla classificazione delle aziende nelle quattro fasce di reddito convenzionale, indicate nella “Tabella D”, allegata alla legge 2 agosto 1990, n. 233, rimodulate a partire dal 1° luglio 1997 dal decreto legislativo 16 aprile 1997, n. 146 e convertite in euro, come da circolare n. 83 del 23 aprile 2002. Come è noto, ogni azienda è inclusa annualmente nella fascia di reddito convenzionale corrispondente al reddito agrario dei terreni condotti e/o a quello determinato dall’allevamento degli animali. La contribuzione dovuta è determinata, ai sensi dell’art. 7 della legge 233/90, moltiplicando il reddito medio convenzionale - stabilito annualmente con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sulla base della media delle retribuzioni medie giornaliere degli operai agricoli - per il numero di giornate indicate nella citata “Tabella D”, in corrispondenza della fascia di reddito convenzionale in cui è inserita l’azienda e applicando al risultato le aliquote percentuali sotto riepilogate.

Dato che il reddito medio giornaliero per il 2016 è stato fissato in euro 56,62€ il reddito annuale su cui applicare le suddette aliquote oscilla dai 8.800 euro a 17mila euro che porterà ad un versamento contributivo dai 2.500 euro a 5mila euro annui a seconda dell'aliquota.

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