NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

CessionidelQuinto.eu è un dominio internet di proprietà di Donato Rivoli.
Il contenuto pubblicato all'interno del sito internet è originale fatta eccezione della sessione notizie, che è redatta da notizie redazionali e notizie da altri siti, con e senza link di collegamento. La riproduzione, anche parziale, è autorizzata previa citazione della fonte.
Le inserzioni pubblicitarie pubblicate in Cessioni del Quinto.eu provengono dal circuito AdSense di Google. Come tale, ogni contestazione relativa al contenuto o alla forma delle inserzioni deve essere rivolta direttamente a Google Inc.
Chi ritenesse opportuno agire in tal senso è comunque pregato di informarci, per conoscenza, dell'azione intrapresa.
Le domande poste all'interno della rubrica "La redazione risponde" sono inoltrate in maniera anonima. Eventuali dati sensibili comunicati dall'utente vengono oscurati, non vengono utilizzati in alcun modo ne conservati su supporti cartacei ne digitali. Le risposte della redazione hanno carattere di riflessione e non di consiglio. Di conseguenza la redazione non si assume la responsabilità di comportamenti che possano scaturire dalla lettura delle risposte e di tutti i contenuti, in generale, presenti sul sito.
Le richieste pervenute mediante la compilazione del modulo "Richiesta preventivo gratuito" vengono gestite direttamente dal titolare del sito in regola con le credenziali per l'attività di mediazione creditizia.

Informativa Cookie
CessionidelQuinto.eu non utilizza cookie tecnici.
CessionidelQuinto.eu utilizza cookie di terze parti (Google Analytics, Google Adsense, Facebook, GooglePlus, Histats ). Si rimanda ai siti delle terze parti per chiarimenti in merito alle loro privacy policy.

CessionidelQuinto.eu utilizza server di Tophost s.r.l., e pertanto per tutto quello che concerne eventuali utilizzi di Cookie da parte di quest'ultima, si rimanda a leggere le loro privacy policy.

Articoli correlati

Ape, quanto guadagnano le banche dall'anticipo pensione

INPS 6Se si sceglie di accedere al buen retiro con tre anni e sette mesi d'anticipo, si rinuncia al 18 per cento della pensione. Tuttavia, questo valore non considera il costo dell'assicurazione da stipulare a favore degli istituti bancari, in caso il pensionato non sopravvivesse ai venti anni di rimborso finanziario

Più che un favore a lavoratori troppo stanchi, l'Ape, l'anticipo pensionistico, rischia di tramutarsi in un regalo a banche e assicurazioni. L'Ape è il fulcro della Riforma delle Pensioni che il ministro Giuliano Poletti, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, sta in queste ore discutendo con i sindacati. E' una misura studiata per consentire agli attuali 63enni di andare in pensione con uno sconto di tre anni e sette mesi rispetto a quanto stabilito dalla legge Fornero.

Sostanzialmente si tratta di un prestito bancario, che il pensionato riceve e deve poi restituire nei successivi vent'anni. Questa è la teoria, che per diventare pratica dovrà passare attraverso le anse della Finanziaria 2017, la legge varata ogni autunno che ripartisce le disponibilità finanziarie dello Stato per l'anno successivo fra i vari capitoli di spesa pubblica. Dunque, nonostante sia prematuro calcolare con certezza quanto effettivamente costerà l'Ape agli anziani e quanto incasseranno le banche dai tassi d'interesse di questi prestiti, alcune cifre stanno già circolando.

Dal prossimo anno, chi avrà compiuto i 63 anni potrà chiedere un anticipo pensionistico di tre anni e sette e mesi. Chi potrà farlo? Quanto costerà ai lavoratori? E alle casse pubbliche? Ecco cosa c'è da sapere sull'Ape

Anticipare di un solo anno l'ingresso nel mondo dei pensionati significa una decurtazione del 5 per cento dell'assegno mensile per i successivi venti anni. Se invece si sceglie di accedere al buen retiro con tre anni e sette mesi d'anticipo, allora si rinuncerebbe al 18 per cento della pensione. Tuttavia, questo valore non considera il costo dell'assicurazione che bisognerà stipulare a favore delle banche in caso il pensionato non sopravvivesse ai venti anni di rimborso finanziario. Alcune stime dicono che complessivamente, al netto di tutte le spese, sarà necessario trattenere il 25 per cento dell'assegno pensionistico per usufruire dell'Ape.

Felice Roberto Pizzuti, professore di Economia Politica all'Università La Sapienza di Roma, stima che dall'Ape potranno derivare profitti sostanziosi (e soprattutto certi) a favore degli istituti di credito e delle società di assicurazioni italiane: « Se un pensionato percepisce mille euro al mese di pensione, con l'anticipo di tre anni, a conti fatti dovrà rinunciare a circa il 25 per cento del proprio assegno per i successivi vent'anni, cioè circa 3 mila euro l'anno. In definitiva, in tutto, restituirà circa 60 mila euro per un prestito di 39 mila euro. La differenza di 21 mila euro sarà il ricavo che verrà diviso tra banche e assicurazioni». Il professore fa notare come il rischio d'insolvenza o premorienza del pensionato per gli istituti di credito e le assicurazioni sia pari a zero, dal momento che l'Inps e lo Stato offrono una doppia garanzia sulla restituzione del prestito, riducendo a zero ogni eventuale perdita per gli istituti di credito.

L'Anticipo pensionistico è stato strutturato sotto forma di prestito bancario per l'indisponibilità governativa di ritoccare le linee economiche della riforma Fornero, una legge che è intervenuta prelevando risorse finanziare dal sistema previdenziale per sostenere il complessivo bilancio pubblico fiori controllo.

«Per non coinvolgere le casse pubbliche, il governo ha pensato di ricorrere a un prestito bancario, di cui lo Stato si fa garante. Fare previsioni certe sui costi di questa manovra è tuttavia prematuro perché da qui all'approvazione della Finanziaria tutto può cambiare. Possiamo però prevedere che banche e assicurazioni avranno un guadagno sicuro dall'erogazione di prestiti destinati all'anticipo pensionistico», continua Pizzuti, secondo il quale l'occasione dell'Ape è tanto più ghiotta per le banche se si considera che, in questo periodo essi dispongono di molta liquidità, ma – per via della crisi – la domanda di prestiti da parte degli operatori di mercato è contenuta e, per di più, è caratterizzata da molti rischi per la loro restituzione.

Eppure l'analista indipendente Andrew Sentance invita le banche a stare in guardia, perché sul lungo periodo quel prestito potrebbe non essere così vantaggioso. Sentance stima che il tasso d'interesse applicabile a un mutuo di questo genere potrebbe aggirarsi attorno all'1,1 per cento (in linea con il rendimento dei titoli di Stato). Secondo l'analista il tasso d'interesse è così basso perché esiste una tripla garanzia sulla probabilità di restituzione del prestito (dallo Stato, dall'Inps e dal percettore della pensione al quale viene trattenuta la rata mensile direttamente alla fonte). «Per una banca è conveniente, perché dovrebbe pesare molto meno sul proprio capitale attivare un mutuo di questo tipo, molto più simile a un investimento in un titolo di Stato, che a un prestito erogato a un privato o a una società.

Questo perché, in base alle regole di Basilea 3, il capitale che la banca deve accantonare per garantire un prestito a un privato è di gran lunga più elevato rispetto a quello che serve per un prestito a favore dello Stato. Eppure, se fossi nei panni di una banca, non mi prenderei questo rischio», dice Sentance, che ipotizzando una ripresa dei tassi d'interesse prevede una perdita secca per gli istituti di credito. E conclude: «Francamente, non lo vedo conveniente neanche per il contribuente che si condanna a vivere con il 20 per cento in meno ogni mese per 20 anni, per soli tre anni e sette mesi d'anticipo pensionistico».

Fonte: L'Espresso

Cessioni del quinto Dipendenti

Cessione del quinto dipendenti

Cessioni del quinto Pensionati

Cessione del quinto pensionati

Delega su Stipendio Dipendenti

Delega sullo stipendio dipendenti

Richiedi preventivo cessione del quinto

Richiedi preventivo

© 2018 Cessioni del Quinto.eu. Tutti i diritti riservati. Brand di Donato Rivoli - Family Broker di Credipass S.r.l. - Divisione MedioFimaa, Mediatore Creditizio, Iscrizione OAM n. M12

Dati Aziendali

CessionidelQuinto.eu è un brand registrato da Donato Rivoli (Consulente del Creditizio ed Assicurativo di Credipass - Divisione MedioFimaa). Qui ottieni una Consulenza Gratuita e non impegnativa per il tuo Prestito attraverso la Cessione del Quinto. Sviluppiamo diversi preventivi, grazie a molteplici accordi commerciali, proponendoti la Cessione del Quinto più competitiva.
Il Portale Cessioni del Quinto Lecce è integralmente dedicato ai Prestiti Garantiti, per Pensionati e Dipendenti Pubblici, Statali, Ministeriali, e privati, residenti nelle provincie di Lecce, Brindisi, Bari, Foggia e Taranto.

Area Contatti

INDIRIZZO

Via Regina Margherita,164 - 73057 TAVIANO (LE)

TELEFONO

(+39) 0833 913338 - 333 1296357

FAX

(+39) 0833 1850389

E-MAIL

info@cessionidelquinto.eu

WEB

http://www.cessionidelquinto.eu/