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Fabio Picciolini scrive agli Operatori della Cessione del V: “Di fronte ad un aumento dei Reclami ABF del 106% …è Ora di Agire!”

richieste cessione quinto abf21.652 ricorsi presentati da imprese e consumatori all’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF) nel 2016, circa il 60% in più dell’anno precedente, così emerge dalla Relazione Annuale.21.652 ricorsi presentati da imprese e consumatori all’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF) nel 2016, circa il 60% in più dell’anno precedente, così emerge dalla Relazione Annuale.

Un fatto positivo in quanto l’ABF è un mezzo rapido, veloce e di fatto gratuito per dirimere stragiudizialmente le controversie tra clienti e intermediari, negativo per il continuo aumento dei reclami, nonostante le tante misure e i tanti richiami messi in campo.
I ricorsi definiti sono stati 13.770 con tempi di gestione di 314 giorni, superiori a quelli previsti dal regolamento dell’ABF; per questo motivo dal 1° gennaio 2017 i collegi dell’Arbitro sono passati da tre a sette (Milano, Napoli, Roma, Bari, Bologna, Palermo e Torino), così da aumentare anche la prossimità verso il cliente, e prossimamente sarà consentito l’accesso on line ai ricorrenti.
Come l’anno scorso, anzi peggio del 2015, il maggior numero di ricorsi ha riguardato le operazioni di Cessione del Quinto con un incremento del 106%.
Per onestà, è necessario precisare, che gli Esposti e le decisioni riguardano Vecchi Contratti; ciò non toglie che gli Esposti siano non solo troppi, ma si riferiscono sostanzialmente, sempre agli stessi due argomenti:
Costi SostenutiRetrocessione dei Costi in caso di Estinzione.Una doppia riflessione.
A livello generale non può non sottolinearsi il comportamento degli intermediari al momento del reclamo presentato direttamente, senza il quale non si può ricorrere all’ABF.
Se è vero che il contenzioso si è chiuso con l’accoglimento totale o parziale del ricorso, decadenza del contenzioso che significa, spesso un accordo raggiunto tra le parti prima del giudizio dell’ABF, per un totale del 75% del totale con rimborsi nell’ordine di 13 milioni di euro, qualcosa non ha funzionato a livello di uffici reclami. Certamente i reclami presentati ai singoli intermediari sono infinitamente di più, in parte risolti in “prima battuta”, ma è altrettanto vero che molti reclami non sono presentati per la limitatezza degli importi, per paura di perdere tempo e soldi.
Allora, non potendo neppure immaginare la non conoscenza delle norme, delle sentenze e degli orientamenti, il dubbio che sorge è l’indipendenza, prevista dal regolamento degli uffici reclami, rispetto alle altre funzioni dei singoli intermediari. Allo stesso tempo è necessario agire “a monte”; per semplificare, nel comportamento precontrattuale con informazioni precise e comprensibili, in quello contrattuale con contratti chiari e post contrattuali con assistenza durante l’intera vita del rapporto contrattuale.
Tenuto conto degli aspetti reputazionali che un provvedimento contrario può avere, su questo versante qualcosa di più dovrebbe essere fatto.
A livello di cessione del quinto è provato che i reclami riguardano grandi e piccole società finanziarie, che le regole, pur con una legge vecchia di 67 anni, sono state continuamente richiamate dalle Autorità, si pensi al 2009, al 2011, al 2015 ai continui richiami e pronunciamenti dello stesso ABF, che negli anni della crisi è stata l’operazione che, sostanzialmente, ha tenuto in vita la concessione di prestiti al consumo.
E’ indiscutibile che la cessione del quinto è e sarà un’operazione che, qualsiasi cosa potrà accadere, sarà sempre quella cui lavoratori e pensionati ricorreranno per una serie di motivi ormai inutili da ripetere, ma bisognosa di interventi per adeguarla ai tempi.
Allo stesso tempo è inutile negare che la categoria dei cd. “cessionisti” è spaccata tra grandi e piccoli, che esistono Protocolli non condivisi, che ognuno si fa il proprio Codice Deontologico, che si presentano ricorsi all’Antitrust, più o meno vincenti, che probabilmente si avrà un nuovo intervento della Banca d’Italia.
Non sembra la strada giusta. Ho sempre pensato e detto, attirandomi le ire dei miei amici consumeristi, che la cessione del quinto è un’operazione importante e utile per molte persone, spero quindi di non essere frainteso.
Modestamente penso che sia giunta l’ora di assumere una posizione comune di tutti gli operatori, ognuno rinunciando a qualcosa, che sia necessario agire perché le varie riforme del TU 180/50 da molti elaborati siano poste all’attenzione del L egislatore, che, com’è pienamente possibile, che il comparto sia capace di darsi comportamenti omogenei, senza attendere l’intervento delle Autorità certamente più severe, che il comparto sia compatto contro il malaffare, come sono l’abusivismo, le elusioni rispetto alle norme, la nuova frontiera della pubblicità incontrollata sui social, che si esca dal mondo del pubblico e delle pensioni, che si metta mano a una proposta a favore di chi non riesce più a rimborsare il proprio debito e a molto altro che potrebbe aggiungersi.
Nulla di nuovo, non servono invenzioni mirabolanti; tutte situazioni già in campo, però con un piccolo corollario, alla fine la corda si può anche spezzare.
Circa le altre operatività oggetto di reclamo, emerge che rientrano in un aumento ragionevole (+3%). Per quanto riguarda gli strumenti di pagamento c’è stata un’importante flessione a dimostrazione sia del maggior rispetto della normativa sia della loro sicurezza. In aumento, invece, il contenzioso sui conti correnti (1%) e in maniera più consistente sui mutui e credito al consumo (entrambi +17%), per arrivare alle altre tipologie di finanziamento (+19%).

Notizia redatta da pltv.it

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