Confidi ammortizzatori della crisi per 700.000 artigiani.

I Confidi, veri e propri “ammortizzatori sociali”, hanno contribuito ad attenuare l'impatto della crisi per artigiani e piccole imprese sul fronte dell'accesso al credito.

La fotografia dell'attività dei 166 Confidi Artigiani è stata scattata nella 14^ edizione della ricerca presentata recentemente a Roma da Fedart Fidi, la Federazione Nazionale Unitaria dei Consorzi e Cooperative Artigiane di Garanzia promossa da Confartigianato, Cna e Casartigiani.

Nell'anno 2009 – dice la ricerca - i Consorzi Fidi hanno erogato quasi 7,5 miliardi di finanziamenti garantiti a circa 700.000 artigiani e piccole imprese, facendo registrare una crescita del +18,5% (pari a oltre 1 miliardo) rispetto al 2008. Alla fine del 2009 l'ammontare dei finanziamenti garantiti in essere ha superato i 13 miliardi di euro. La tendenza positiva si è confermata anche nel 2010: tra gennaio ed agosto dell’anno appena trascorso i Confidi Artigiani hanno erogato garanzie per 3 miliardi.

Nel 2009 ciascun Confidi ha garantito in media finanziamenti per circa 45 milioni. Quasi 1 imprenditore artigiano su 2 si rivolge ai Confidi per dare soluzione alle proprie esigenze finanziarie e di rapporto con il sistema bancario.

La classifica delle regioni più attive nel 2009 vede in testa il Veneto con 1.322 milioni di euro di finanziamenti garantiti nel 2009 dai Confidi Artigiani. Al secondo posto la Toscana con 1.226 milioni, al terzo posto la Lombardia con 1.204 milioni e al quarto posto si colloca l'Emilia Romagna con 907 milioni.

Due terzi dei finanziamenti concessi alle imprese artigiane sono stati garantiti dai Confidi “107”, vale a dire i 19 Confidi Artigiani iscritti nell'Elenco degli intermediari finanziari vigilati dalla Banca d'Italia.

Tuttavia, i Confidi non coincidono e non possono coincidere con la figura dell'intermediario finanziario puro. Il sistema, infatti, si riconosce nei valori della mutualità e e opera in un contesto di natura associativa: per queste ragioni non agisce in una unica dimensione strettamente di mercato né adotta le sole regole fissate da questo.

A fronte dei risultati evidenziati nella ricerca, il Presidente di Fedart Fidi Daniele Alberani sollecita “interventi di rafforzamento patrimoniale dei Confidi per ottimizzarne il ruolo di facilitatori dell'accesso al credito per le Pmi e di ammortizzatori degli effetti della crisi”.

“Le storiche difficoltà delle piccole imprese nell'accesso al credito bancario - sottolinea Alberani - sono ora diventate ancora più critiche. E' quindi ancora più urgente potenziare questi strumenti di mutualismo solidaristico capillarmente diffusi in tutto il Paese, valorizzando la loro funzione fondamentale che consiste nel fornire garanzie per consentire ai piccoli imprenditori di ottenere i finanziamenti necessari ad effettuare investimenti e creare occupazione”.

Fonte: Confartigianato Imprese

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