ABI: + 7,7% le richieste di mutuo a novembre.

I mutuatari sono solidi di fronte alla crisi e mantengono un basso livello di rischio default, mentre crescono i finanziamenti richiesti per l'acquisto delle abitazioni del 7,7% a novembre 2010, sospinti dal calmieramento dei prezzi delle case e dai bassi tassi di interesse. È la fotografia del quarto numero del "Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane", stilato dall'Abi in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Le famiglie italiane, nonostante la debolezza del ciclo economico, confermano una positiva capacità di tenuta sul fronte finanziario, anche grazie al supporto delle banche italiane, si legge nel rapporto. Il Report di febbraio 2011 evidenzia come i finanziamenti per la casa continuino a crescere in quanto favoriti, da un lato, dall'effetto di calmieramento dei prezzi degli immobili dovuto alla crisi e, dall'altro, dal basso livello dei tassi d'interesse. A settembre 2010 i prestiti per l'acquisto di abitazioni sono cresciuti del 5,5% (+6,6% un anno prima). Nel complesso si segnala un incremento del rapporto tra rata media sui mutui per l'acquisto di abitazioni e reddito disponibile, che in ogni caso si mantiene su un livello ben inferiore rispetto ai massimi registrati due anni prima. Infatti, a settembre 2010, secondo i dati disponibili più recenti, il complesso delle rate assorbivano il 5,1% del reddito, incidenza di mezzo punto più alta rispetto a un anno prima ma inferiore di 1,6 punti percentuali rispetto al mese di settembre 2008. Le sofferenze, seppure su livelli ancora molto bassi, registrano un leggero incremento, coerente con la situazione di crisi che stiamo attraversando: l'incidenza delle sofferenze del "debitore famiglia" si attesta, infatti, complessivamente all'1,6% del totale erogato. Il Report rappresenta un nuovo strumento di monitoraggio trimestrale che consentirà di tenere sotto stretta osservazione l'indebitamento delle famiglie in un contesto congiunturale non favorevole alla luce dello shock. Le analisi hanno passato in rassegna un ampio set di indicatori in grado di segnalare lo stato delle condizioni finanziarie delle famiglie quali: indicatori di indebitamento, vulnerabilità, patologia finanziaria, domanda e offerta di credito. L'indice di accessibilità è da circa due anni in tendenziale miglioramento, a testimonianza di una maggiore possibilità di acquistare una casa: l'indice di affordability infatti mostra che a novembre la rata che la famiglia media deve pagare per comprare la propria casa è pari a poco meno del 24% del proprio reddito disponibile, quindi il bene casa rimane accessibile per la famiglia media grazie soprattutto al basso livello dei tassi. In generale, il livello di indebitamento delle famiglie, seppure in crescita, rimane contenuto, anche rispetto al confronto internazionale e la dinamica dei tassi di interesse associata all'andamento del mercato immobiliare compensa la dinamica dei redditi consentendo una maggiore accessibilità all'acquisto di un'abitazione.

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  • Il calo dei tassi in estate ha portato sui minimi non solo i costi dei nuovi mutui. Nel guinness sono finiti anche i mutui di surroga, scesi sotto la barriera dell'1%. Ecco le simulazioni sulla possibile riduzione delle rate

    Il calo dei tassi in estate e le ultime manovre espansive della Bce hanno portato sui minimi non solo i costi dei nuovi mutui. Nel guinness sono finiti anche i mutui di surroga, scesi sotto la barriera dell'1% (nell'esempio di un tasso fisso con loan to value non superiore al 60%).

  • Dal 1° gennaio 2020 l’Euribor, il tasso interbancario che interessa tutti coloro che stanno rimborsando un mutuo a tasso variabile, verrà calcolato in un modo nuovo. L’attuale (e per certi versi preistorico) sistema basato sulle telefonate (attraverso cui una ventina di banche di un panel europeo dichiarano a quali tassi si scambiano il denaro fra loro e da cui poi si ricava, come dato medio, l’Euribor) verrà rimpiazzato da un calcolo basato sugli scambi effettivi (e non più dichiarati). Da un sistema “fiduciario” si passerà a un criterio più scientifico per ottenere giornalmente il nuovo Euribor (sulle varie scadenze da 1 settimana a 12 mesi).

  • Dopo tre trimestri caratterizzati da una costante contrazione, il mese diDopo tre trimestri caratterizzati da una costante contrazione, il mese disettembre ha fatto segnare un’inversione di tendenza per le richieste dinuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, con un aumentodell’1% rispetto allo stesso periodo del 2018. Lo rileva l’ultimo Barometrodi Crif sul credito.

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  • Dal 1° gennaio 2020 l’Euribor, il tasso interbancario che interessa tutti coloro che stanno rimborsando un mutuo a tasso variabile, verrà calcolato in un modo nuovo. L’attuale (e per certi versi preistorico) sistema basato sulle telefonate (attraverso cui una ventina di banche di un panel europeo dichiarano a quali tassi si scambiano il denaro fra loro e da cui poi si ricava, come dato medio, l’Euribor) verrà rimpiazzato da un calcolo basato sugli scambi effettivi (e non più dichiarati). Da un sistema “fiduciario” si passerà a un criterio più scientifico per ottenere giornalmente il nuovo Euribor (sulle varie scadenze da 1 settimana a 12 mesi).

  • Dopo tre trimestri caratterizzati da una costante contrazione, il mese diDopo tre trimestri caratterizzati da una costante contrazione, il mese disettembre ha fatto segnare un’inversione di tendenza per le richieste dinuovi mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane, con un aumentodell’1% rispetto allo stesso periodo del 2018. Lo rileva l’ultimo Barometrodi Crif sul credito.

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