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Le assicurazioni puntano sul mattone

L'Isvap libera dai bilanci il 10%delle riserve tecniche. Così adesso le assicurazioni puntano forte sul mattone.Più mattone nelle polizze italiane. Lo dice l'Isvap che sta lavorando al completamento dell'iter regolamentare legato al fascicolo 40/2010. L'istituto di vigilanza sul mondo delle assicurazioni ha infatti avviato un percorso di maggiore integrazione tra il settore assicurativo e il real estate Che, in buona sostanza, permetterà di liberare risorse dai bilanci delle singole compagnie a favore dell'investimento nel mattone. La tesi è chiara: nel lungo periodo il mattone garantisce il capitale investito dall'inflazione e genera reddito sotto forma di affitti. C'è stato un tempo, in Italia, in cui gli immobili di proprietà delle compagnie assicuratrici venivano vincolati a garanzia degli assicurati Vita, tanto era considerato sicuro il mattone. Tornerà ad essere così? Due effetti Nello specifico le norme contenute nel regolamento Isvap 40/2010 sono sostanzialmente due: la prima darà la possibilità gruppi assicurativi di poter diluire partecipazioni immobiliari tra le diverse società che compongono gruppo a patto però che capogruppo ne detenga nel complesso direttamente o indirettamente almeno il 50 per cento del capitale. La seconda riguarda fondi immobiliari riservati, in precedenza contabilizzati nei bilanci sotto il nome di "fondi alternativi" , per quali verrà concessa la possibilità per le assicurazioni di destinare riserve tecniche verso tali fondi per un massimo del 10 per cento non più del 5 per cento. Un raddoppio della quota di riserve tecniche destinabili all'investimento immobiliare che porterebbe il totale delle principali compagnie italiane (vedi tabella in alto) a superare 15,5 miliardi di euro. Se poi alle compagnie domestiche aggiungiamo anche i due principali gruppi stranieri operanti sul territorio italiano (il tedesco Allianz e il francese Axa, che apportano complessivamente oltre 2,5 miliardi di euro al totale), il valore liberato supera i 18 miliardi di euro, che da qui in avanti potranno essere tutti investiti sul mattone italiano. Grandi opportunità Un fiume di denaro che dovrebbe contemporaneamente garantire reddito agli azionisti delle compagnie, far dormire sonni tranquilli agli assicurati risollevare il settore del real estate che, dopo i disastri e i naufragi degli anni scorsi, presenta oggi ambiziosi programmi in via di ultimazione a Milano (soprattutto) e a Roma. Non mancano però i rischi e qualche limite normativo. Soprattutto quando sugli investimenti immobiliari delle compagnie potrebbero trovarsi a vigilare l'Isvap quale authority del settore per le operazioni effettuate direttamente o la Banca d'Italia o la Consob per quelle operazioni realizzate attraverso società di gestione del risparmio (Sgr). Il nodo dei quotisti "La linea assunta dalla Banca d'Italia - dice Claudio Cacciamani, professore di Economia delle aziende di assicurazioni e di Investement banking e real estate finance alla facoltà di Economia dell'Università di Parma - è di negare ai quotisti la possibilità di incidere in modo vincolante sulla gestione del fondo immobiliare da essi sottoscritto. Tale genere di decisioni deve risultare di esclusiva competenza della Sgr che gestisce il fondo. Tuttavia, c'è da chiedersi cosa accada nell'ipotesi di una compagnia di assicurazione che eventualmente controlli una Sgr immobiliare. Se sottoscrivesse fondi immobiliari promossi dalla sua stessa Sgr, la compagnia di assicurazione, da un lato, non potrebbe esprimere decisioni vincolanti sul fondo, ma, dall'altro, avrebbe, pur sempre, governo del gestore del fondo. In merito, è evidente come le attuali norme sui conflitti di interesse, se non coordinate o, meglio, potenziate, possano risultare inefficaci o, nel migliore dei casi, presentare pericolosi bachi" . Rischi prospettici Avvisaglie di un pericolo che non si può trascurare. Soprattutto in prospettiva. "Per il futuro - conclude Cacciamani - pena il rischio di comportamenti elusivi, si pone il problema di un più efficace coordinamento tra autorità di vigilanza: Banca d'Italia per Sgr e i fondi immobiliari, Isvap per le compagnie che investano in immobili anche mediante quote fondi immobiliari o partecipino al capitale di Sgr immobiliari, Consob con riferimento agli azionisti delle compagnie quotate e fondi immobiliari che dovessero successivamente essere quotati. La trasparenza sarà assolutamente essenziale. I rimedi potrebbero consistere sia nell'imposizione di nuovi e più efficaci chinese walls tra i vari intermediari e operatori sia nell'obbligo per le compagnie di assicurazione scegliere fondi immobiliari promossi da Sgr totalmente indipendenti da esse e dal loro azionariato riferimento. Le cifre in gioco sono troppo rilevanti la solvibilità delle compagnie per gli assicurati deve essere assolutamente salvaguardata, così come gli interessi del pubblico degli azionisti del comparto" . su questi principi l'unanimità è certa.

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