Riforma pensioni 2016: quali modifiche apportare alla Legge Fornero?

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Quali modifiche sono da apportare alla Legge Fornero per permettere una maggiore flessibilità in uscita?

Dopo gli annunci dei giorni scorsi parte il confronto tra governo e sindacati sulla riforma delle pensioni per prendere una decisione su quelle che potrebbero essere le modifiche da apportare alla Legge Fornero.

L’incontro, fissato per il 24 maggio, prevede un dibattito su lavoro e pensione ed in particolare sulla difesa delle pensioni di reversibilità, la questione degli esodati, la rivalutazione degli assegni pensionistici e l’estensione degli 80 euro alle pensioni più basse, oltre alla modifica della riforma Fornero per quel che riguarda la flessibilità in uscita.In questo modo, oltre a permettere ai lavoratori una maggior flessibilità di accesso al pensionamento, si aprirebbero le porte del mondo del lavoro a molti giovani permettendo il ricambio generazionale che da molto le aziende invocano.

Questi i temi che i sindacati poteranno sul tavolo del confronto anche se il premier Matteo Renzi ha annunciato che nella prossima legge di Stabilità sarà contemplato l’anticipo pensionistico tramite l’APE permettendo una maggiore flessibilità in uscita per gli over 63 con una penalizzazione del 2 e il 3% all’anno in base agli anni di anticipo. Ma bisogna sottolineare che per le pensioni più elevate, che superino 3 volte il trattamento minimo Inps, la penalizzazione supererebbe il 3% annuo.

Il premier ha fatto sapere che l’APE potrebbe essere strutturale interessando tutti i lavoratori iscritti alla previdenza obbligatoria a cui manchino non più di 3 anni al raggiungimento dei diritti per il conseguimento della pensione di vecchiaia, quindi per tutti i lavoratori che hanno raggiunto i 63 anni e 7 mesi unitamente al versamento di almeno 20 anni di contribuzione. I primi interessati dal provvedimento sarebbero i lavoratori nati a partire dalla seconda metà del 1951 fino al 1953.

Fonte Investire Oggi

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