Stop alle rate prima casa per chi è in difficoltà

Partirà ufficialmente lunedì 15 novembre il Fondo di solidarietà che permette la sospensione dei mutui prima casa per le famiglie in difficoltà con il pagamento delle rate. La misura, promossa dal ministero del l'Economia e delle Finanze, è destinata a coloro che hanno perso il lavoro, hanno subito la morte o la condizione di non autosufficienza di un familiare, hanno sostenuto spese mediche o di assistenza domiciliare, spese per interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria sull'immobile del mutuo, oppure hanno subito un forte aumento della rata per il prestito a tasso variabile.

All'iniziativa possono accedere i clienti che hanno sottoscritto prestiti per l'abitazione principale di importo non superiore a 250mila euro e che hanno un reddito equivalente Isee non superiore ai 30mila euro l'anno. Da domani 15 novembre in poi gli interessati potranno presentare i moduli di richiesta (scaricabili dal sito internet www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa) alla banca presso la quale è stato acceso il mutuo insieme alla documentazione richiesta: dichiarazione dello stato di disoccupazione, lettera di licenziamento; certificato di morte o medico; fatture attestanti le spese mediche o di ristrutturazione; copia del contratto di assistenza domiciliare. È necessario consegnare anche l'attestazione Isee rilasciata da un soggetto abilitato (comune, Caf, Inps).

A questo punto la banca invierà entro 10 giorni richiesta e documentazione alla Consap, la società che gestisce il Fondo per conto del ministero delle Finanze, che a sua volta accerterà l'esistenza dei requisiti e rilascerà entro 15 giorni dal ricevimento della documentazione il nulla osta. Entro 5 giorni dal ricevimento della risposta, la banca comunicherà al beneficiario la sospensione che dovrà essere applicata entro i successivi 30 giorni lavorativi (45 per i mutui cartolarizzati, ammessi anch'essi all'agevolazione). Tenuto conto dei passi necessari, dunque, i primi stop alle rate non saranno effettivi prima del 2011.

Il Fondo non ha scadenze temporali (a differenza del "Piano famiglie" promosso da Abi e associazioni dei consumatori per aderire al quale ci sarà tempo fino al 31 gennaio prossimo) e funzionerà fino all'esaurimento della dotazione (per il momento 20 milioni di euro, sufficienti ad accogliere approssimativamente dalle 4 alle 6mila richieste) .

Attraverso il Fondo si potranno sospendere i pagamenti fino a due volte nel corso dl piano di ammortamento per un massimo di 18 mesi. Durante il periodo di stop le banche interessate potranno chiedere alle famiglie aderenti al Fondo la parte della spesa interessi non rimborsata dal gestore, cioè lo spread. Tenuto conto delle diverse tipologie di mutuo, quest'onere potrebbe variare mediamente fra i 60 e i 300 euro mensili. Le quote capitale slitteranno invece in avanti nel tempo e in questo modo la durata originaria del finanziamento aumenterà di un tempo pari al periodo di sospensione.

FONTE: Il sole24ore

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  • In una settimana 70 domande al Fondo Gasparrini e la società Consap che gestisce la moratoria diffonde i primi chiarimenti sulle modalità di accesso alla moratoria

    Per la moratoria sui mutui prima casa adibiti ad abitazione principale nei primi cinque giorni sono arrivate già 70 domandea Consap, la controllata del ministero dell’Economia che gestisce il fondo per la sospensione delle rate, per un controvalore impegnato di quasi 54mila euro (dati dal 30 marzo al 2 aprile incluso). Non moltissime, ma le banche che raccolgono le istanze in queste ore hanno chiesto molte precisazioni e, chi non aveva già utilizzato il fondo, ha dovuto accreditarsi sulla piattaforma informatica di Consap richiedendo le credenziali via email.


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  • Dopo l’annuncio con le linee guida contenute nel decreto liquidità, ora è possibile inviare il modulo di richiesta per i prestiti da 25000 euro per l’emergenza covid 19. Vediamo come funziona la procedura, quali sono i requisiti e gli interessi che si applicano.

    I prestiti in questione, va ricordato, sono garantiti al 100% e possono arrivare fino a un massimo di 25000 euro. La misura ad hoc è stata pensata dal governo per aiutare le imprese a fronteggiare la crisi scatenata dall’emergenza covid 19. Più nel dettaglio, il prestito può essere concesso a piccoli imprenditori e professionisti, ma anche agli artisti, categoria che spesso viene dimenticata.


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    Solo 6 lavoratori su 100 hanno ricevuto l’anticipo della cassa integrazione dalle banche. E non va meglio per i prestiti garantiti al 100% dallo Stato in favore delle piccole e medie imprese: a fronte di 165 mila richieste pervenute, dal 17 marzo al 13 maggio al Fondo di Garanzia, solo il 6,2% sono state accolte e liquidate. Scenari che i Consulenti del Lavoro avevano anticipato già a partire da aprile e che, a distanza di un mese, trovano conferma nel sondaggio «Il ruolo delle banche nelle misure a sostegno di imprese e lavoratori», predisposto dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, tra gli iscritti all’Ordine, per valutare le difficoltà operative e procedurali per l’erogazione dei sostegni al reddito e l’accesso ai prestiti garantiti previsti dal «decreto Liquidità».

    Richiedi ora un prestito ( tasso approvazione del 97% )


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